La memoria dell’acqua

La memoria dell’acqua è la presunta proprietà dell’acqua di mantenere un “ricordo” delle sostanze, delle vite con cui è venuta in contatto.

Il concetto di memoria dell’acqua fu proposto per la prima volta da Jacques Benveniste nel 1988 al fine di ipotizzare un meccanismo che spiegasse il presunto funzionamento dei rimedi omeopatici, la cui reale efficacia è, a sua volta, indimostrata.

Secondo questi studi, è come se l’acqua avesse la capacità di trattenere l’impronta di ciò con cui entra in contatto come un’informazione e fosse anche in grado di ritrasmettere questa informazione anche dopo che ‘il contattato’ non si trova più nell’acqua stessa.

L’acqua agisce come un recettore, essendo in grado di ricevere le frequenze d’onda e di memorizzarle (memoria), ma agisce anche come trasmettitore, trasmettendo le frequenze delle onde memorizzate (informazione).

Non esiste alcuna prova scientifica che supporti l’esistenza di questo fenomeno nonostante siano stati pubblicati alcuni studi che sembravano effettivamente comprovarlo.

Masaru Emoto, famosissimo saggista, pseudo-scienziato e ricercatore giapponese, dedicò la sua vita alla memoria dell’acqua riuscendo a dimostrare come l’acqua può registrare informazioni e come queste informazioni influenzino l’acqua stessa.

Emoto, fece vari esperimenti sull’acqua, con i quali ha potè constatare come variavano le forme dei cristalli in base alle diverse parole applicate all’acqua.

Da queste foto, riusciamo a comprendere veramente come l’acqua venga effettivamente influenzata dall’intento, dal pensiero, dalla vibrazione di un suono o di una parola e ne memorizzi l’informazione.

Le parole, come i pensieri, e i simboli sono energia e hanno una vibrazione ed una frequenza. Nell’esperimento infatti è chiaro come informazioni diverse influenzino l’acqua in maniera differente.

Famosissimo, è anche il suo “esperimento del riso, dove l’acqua posta in un barattolo esposto a frequenze positive previene la muffa che invece si sviluppa e prolifera in un altro barattolo.

La procedura è molto semplice. Basta cuocere del riso, scolarlo e metterlo in due piccoli barattoli aggiungendovi un pò di acqua.

Su un barattolo basterà aggiungere un adesivo con una scritta carina o una parola positiva, mentre nell’altro si dovrà applicare un adesivo con una scritta negativa.


Oltre alle parole scritte nell’adesivo, è importante anche l’intento e l’emozione interiore, quindi bisogna cercare di proiettare queste emozioni di amore e di odio verso i due barattoli.

Il risultato che si otterrà da questo esperimento è evidente: l’acqua che si trova nel barattolo precedentemente esposto a frequenze positive presenterà caratteristiche del tutto diverse rispetto al barattolo esposto a frequenze negative. L’acqua si presenterà più limpida e cristallina, più pura nel primo barattolo e più sporca e putrida nel secondo.

Recentemente anche la multinazionale statunitense “Disney” ha indirettamente, o volutamente, affermato il concetto di memoria dell’acqua nel suo ultimo film d’animazione “Frozen 2 – Il segreto di Arendelle”.

Infatti, spesso nel film, ricorre l’affermazione: “L’acqua ha memoria”.

Tale affermazione, è poi comprovata durante lo svolgimento della trama, in quanto i ricordi, le memorie del passato e le verità nascoste verranno poi svelate proprio grazie all’acqua stessa.

Al di là del lato poetico che la Disney ha voluto regalarci, ritengo che questa non sia stata una scelta fatta a caso, ma bensì studiata in tutti i sensi sia dal punto di vista scientifico, applicando quindi tutti gli studi effettuati al riguardo in maniera eccellente senza tralasciare il minimo dettaglio, che romantico, essenziale per ottenere un ottimo film d’animazione ed un responso positivo dal pubblico.

Al di là di tutto ciò, però, al momento possiamo solo dire che questa teoria, sicuramente molto affascinante, dona a noi uomini un’ottica diversa di vedere e pensare le cose.

Visto che noi e il nostro mondo siamo fatti al 70% di acqua, che l’acqua fosse all’origine della vita lo si era già intuito, ma che fosse addirittura il darsi della vita stessa in tutti i sensi e della coscienza non era ancora dato tra le ipotesi scientifiche e sicuramente, se le cose stanno così, un motivo deve sicuramente esserci.

L’acqua è vita, l’acqua trasporta informazioni, noi siamo fatti di acqua, il mondo è fatto d’acqua e senza l’acqua non potremmo vivere.

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